Comunità ebraica di Bologna

forma giuridica

privato

tipologia

ente e istituzione di altre confessioni religiose

descrizione

Le notizie sui primi insediamenti di ebrei a Bologna sono sporadiche e confuse almeno sino al XVI secolo, quando, nel 1566, l'obbligatorietà del ghetto spinge tutti gli 800 ebrei residenti in città ad abbandonarla e fermarsi a Cento; per circa due secoli non c'è presenza ebraica a Bologna. Infatti, nonostante la legge Rattazzi del 1859, si deve attendere il 1864 per l'istituzione di una "Associazione volontaria israelitica" partecipata a titolo privato e successivamente per la fondazione dell'"Opera del tempio israelitico in Bologna", eretta in ente morale con Regio decreto del 22 ottobre 1911 al fine di garantire le funzioni di culto, istruzione ed assistenza. Questa "diarchia" durerà sino al 1989 quando con la legge n. 101 dell'8 marzo e la regolamentazione dei rapporti tra Stato e Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI), l'Opera del tempio israelitico in Bologna viene soppressa (art. 23, commi 1 e 2, legge n. 101/1989) e il suo patrimonio trasferito alla comunità ebraica (già Università israelitica di Vercelli fino al 1930, poi comunità israelitica dal 1930 al 1989) della città. Agli inizi del '900 la vita comunitaria contribuisce alla crescita della città: Amilcare Zamorani trasforma "il Carlino" in un giornale nazionale, Maurizio Pincherle dà un forte impulso alla pediatria, Attilio Muggia, presidente della comunità, rinnova Bologna da un punto di vista architettonico. Con le leggi razziali del '38 l'assimilazione tra città e comunità ebraica si arresta: oltre alle espulsioni di docenti dalle scuole e dalle università, l'emarginazione degli ebrei dalla vita sociale e professionale, iniziano le deportazioni nazifasciste che colpiscono duramente la comunità bolognese (si ricordi Mario Finzi, alla guida della DELASEM della città, morto ad Auschwitz il 16 maggio 1944). Nel primo dopoguerra, la comunità cerca di riorganizzarsi al fine di provvedere ai bisogni religiosi degli israeliti secondo la legge e le tradizioni ebraiche ma i rapporti con la città sono più difficili e i momenti di dialogo si alternano a momenti di chiusura. Solo nel 1954 la paretcipazione delle autorità cittadine all'inaugurazione del tempio restaurato grazie al progetto di Guido Muggia dà avvio ad un periodo di presidenze favorevoli al dialogo.

fonti
  • Legge 8 marzo 1989 n. 101, Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione delle comunità ebraiche italiane
  • Guida all'Italia ebraica di Ennie Sacerdoti, Genova, Marinetti 1986, pp. 203-205.
  • Lunario israelitico dell'anno 5777, pg. 111
  • Genizot dell'Emilia-Romagna. Gli archivi delle Comunità ebraiche e il loro patrimonio di storie, a cura di G. CANIATTI, Bologna, Studio Costa, 2010, pp. 5-11
  • http://ucei.it/blog/bologna/, [ultimo accesso 22 marzo 2017]
  • http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=58930&RicFrmRicSemplice=comunitèisraelitica di bologna&RicSez=produttori&RicVM=ricercasemplice, [ultimo accesso 22 marzo 2017]
Date di esistenza 1864 -
Luogo Bologna
Risorse dalla Digital Library

Archivio Storico: 12
risorse

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