| forma giuridica |
privato |
| tipologia |
ente e istituzione di altre confessioni religiose |
| descrizione |
Sin dall'Unità d'Italia i rapporti tra il nuovo Stato e le comunità ebraiche italiane sono regolati dalla Legge Rattazzi del 4 luglio 1857, n. 2325. Nel novembre 1909, con il primo congresso di Milano, le comunità esprimono la necessità di un maggiore coordinamento e giungono alla costituzione di un Comitato delle università israelitiche. Lo statuto definitivo, approvato con un decreto reale del maggio 1920, riconosce il Consorzio delle comunità israelitiche italiane, con sede a Roma e presieduto da Angelo Sereni, come Ente Morale e guida dell'ebraismo italiano. Sulla base dell'impulso dato dal riassetto generale voluto dal fascismo e dalla conseguente facoltà legislativa, lo Stato emana il Regio decreto n. 1.731 del 1930, nota come legge Falco, che istituisce l'Unione delle comunità israelitiche italiane (UCII) il cui compito è assicurare e tutelare gli interessi generali degli israeliti (art.35). I congressi del 1961 e del 1968 sono il motore di una nuova regolamentazione dei rapporti tra ebrei e Stato italiano che si concretizza, prima nell'Intesa del 1987 tra la Repubblica italiana e l'UCII, successivamente con la legge n. 101 dell'8 marzo 1989 "Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione delle comunità ebraiche" (UCEI) (art.19), erede dell'UCII. |
| fonti |
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