| tipologia |
ente e istituzione di altre confessioni religiose |
| descrizione |
La presenza ebraica a Livorno cresce lentamente a partire dal 10 giugno 1593 quando il gran duca Ferdinando I de' Medici invita tutti i mercanti di qualsiasi nazione a stabilirsi a Livorno e a Pisa; l'invito conosciuto come "Costituzione della Nazione ebrea" o "Livornina" offre libertà di commercio, di culto e tutela dall'Inquisizione al fine di favorire il commercio di intermediazione e di deposito fra gli scali di Levante, le piazze d'Italia e del Nord Europa. Tali norme attirano un gran numero di ebrei ispano-portoghesi (marranos) abili commercianti: Livorno diventa non solo uno dei principali porti di tutto il Mediterraneo ma anche una vera e propria città cosmopolita presso cui si stabiliscono levantini, turchi, africani, ebrei provenienti dalla penisola iberica, dall'Italia centrale e dallo stato pontificio. Il clima di tolleranza favorisce inoltre la fioritura della cultura ebraica grazie al sostegno di mecenati disposti a finanziare le ricerche di rabbini e studiosi. Tra il XIX e il XX secolo il declino commerciale di Livorno trascina con sé anche la comunità ebraica che vede decrescere la sua importanza - gli ebrei livornesi abbandonano il grande commercio per dedicarsi alle vendite al minuto e alle professioni liberali - e la sua consistenza numerica – le persecuzioni del regime fascista si riversano sulla popolazione ebraica livornese consegnata ai nazisti. Nel dopoguerra la comunità è guidata dal rabbino Alfredo Sabato Toaff. |
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