| forma giuridica |
pubblico |
| descrizione |
La fondazione della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino risale al 1723 quando, per volontà di Vittorio Amedeo II di Savoia, le raccolte del Comune, le raccolte della Regia Università e i libri di Casa Savoia vennero accorpati nei nuovi locali della Regia Università. Nel corso del Settecento il numero dei volumi fu notevolmente incrementato grazie all'obbligo di depositarvi le pubblicazioni accademiche, alla normale politica di acquisti, alle donazioni e all'acquisizione dei fondi della Compagnia di Gesù e degli ordini conventuali soppressi in età napoleonica. Nella prima metà dell'Ottocento la Biblioteca entrò in possesso di diversi fondi librari di pregio e di numerosi manoscritti, tra cui la biblioteca di Tommaso Valperga di Caluso con i suoi numerosi manoscritti ebraici, arabi e indiani. Contestualmente le raccolte si arricchivano grazie al diritto di stampa concesso dal re Carlo Alberto nel 1848. Il Regio Decreto n. 2974 del 20 gennaio 1876 stabilì la nuova denominazione di Biblioteca Nazionale Universitaria, inserendola tra le biblioteche autonome di primo grado dello Stato Italiano. Nel gennaio 1904 buona parte dei fondi manoscritti vennero distrutti da un incendio. Nel 1936 si aprì il cantiere per la costruzione della nuova sede della Biblioteca in piazza Carlo Alberto, ma a causa della guerra i lavori furono sospesi. I bombardamenti del dicembre 1942 colpirono anche la Biblioteca, danneggiando l'edificio e distruggendo numerosi volumi. I lavori ripresero nel 1959 e terminarono nel 1973. Due anni dopo venne trasferito nel nuovo edificio anche il laboratorio di restauro creato a seguito dell'incendio del 1904. |
| fonti |
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