Campo di concentramento di Civitella della Chiana

tipologia

ente/istituzione fascista

descrizione

Il campo fu allestito presso villa Mazzi, in località Oliveto, frazione del comune di Civitella della Chiana. La villa poteva accogliere fino a circa ottanta internati. La direzione del campo fu affidata ad un ufficiale di sicurezza. Fra il 1940 e il 1943 si avvicendarono: Amedeo Mascio, Vincenzo Gullino, Ferdinando Longhi, Enrico Iacono, Carlo Vitti, Carmelo Giardina, Francesco Garofano. Nel gennaio 1942 vennero internati in questo campo il gruppo di ebrei con cittadinanza inglese, deportati dalla Libia (51 persone). Successivamente, nel luglio 1942, gli ispettori generali Enrico Cavallo e Carlo Rosati, decisero di riservare l'intero campo al gruppo anglo-libico a cui si aggiunsero i parenti già sparsi in altre località di internamento. Gli internati celibi non ebrei - quattordici in tutto - furono trasferiti altrove. Il 10 settembre 1943, al momento della liberazione del campo, i 69 ebrei anglo-libici preferirono rimanere presso la villa. Sopraggiunti i tedeschi, il campo fu formalmente ricostituito e gli anglo-libici nuovamente internati e destinati alla deportazione. Essi infatti il 5 febbraio 1944 vennero prelevati da Villa Mazza e trasferiti dalle SS prima nel carcere di Firenze, poi nel campo di Fossoli e il 16 maggio 1944 nel campo di Bergen Belsen. Il campo fu definitivamente liberato il 9 giugno 1944 per mano dei partigiani.

fonti
  • C. S. Capogreco, I campi del duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943), Torino, Einaudi 2004, pp. 184-185
Date di esistenza luglio 1940 - giugno 1944
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