Campo di concentramento di Bagno a Ripoli - Villa "La Selva"

tipologia

ente/istituzione fascista

descrizione

Il campo di Bagno a Ripoli venne allestito nel luglio 1940 nei locali di Villa "La Selva", edificio di di proprietà di Silvio Ottolenghi - emigrato in Palestina in seguito alle leggi antiebraiche del 1938 - lasciato in gestione a Margherita Soavi. La Villa era situata a circa tre chilometri dal centro di Bagno a Ripoli. La direzione del campo fu affidata ad un commissario di pubblica sicurezza affiancato da un sottufficiale e alcuni agenti. Tra il 1940 e il 1944 si avvicendarono alla direzione Pasquale De Pasquale, Fernando Di Donna, Domenico Cecchetti, Mario Cecioni. La Villa disponeva di circa quaranta locali, ciascuno dei quali poteva accogliere tra le sei e le venti persone. I primi internati giunsero alla fine di settembre 1940 e lungo tutto il periodo di funzionamento la media delle presenze nella Villa fu di 95-100 persone. Dopo l'8 settembre 1943, benchè le clausole armistiziali imponessero la liberazione del campo e dei suoi internati, esso continuò a funzionare e nel dicembre 1943 venne trasformato in "campo provinciale" per ebrei rastrellati in Toscana (fatta salva la città di Firenze). Nel gennaio 1944 transitò per il campo un gruppo di ebrei rastrellati in Abruzzo che successivamente vennero trasferiti a Fossoli dai tedeschi. Le attività del campo cessarono definitivamente nel luglio del 1944 per intervento di un gruppo di partigiani che liberarono circa quaranta internati.

fonti
  • C. S. Capogreco, I campi del duce. L'internamento civile nell'Italia fascista (1940-1943), Torino, Einaudi 2004, pp. 182-183.
Date di esistenza luglio 1940 - luglio 1944
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