Carcere di via Tasso

descrizione

L'edificio di via Tasso 145-155 a Roma, già sede degli uffici culturali dell'ambasciata tedesca, nei giorni immediatamente successivi all'occupazione di Roma venne adibito a sede del comando Sichereitdienst (SD, servizio di sicurezza) e della Sicherheitdienst polizei (SIPO, polizia di sicurezza) sotto il comando del colonnello Herbert Kappler che ne fece un carcere e luogo di tortura. Fra il settembre 1943 e il giugno 1944 passarono per il carcere di via Tasso circa duemila persone - uomini e donne, partigiani, militari, cittadini comuni Il 24 marzo 1944 tutti i 335 detenuti nel carcere di via Tasso vennero uccisi alle Fosse Ardeatine, come rappresaglia per l'attentato di via Rasella del 23 marzo. Dopo la Liberazione, l'edificio fu occupato da sfollati. Negli anni '50 la proprietaria dello stabile, la principessa Josepha Ruspoli in Savorgnan di Brazzà, donò allo Stato quattro appartamenti con l'esplicita clausola di crearvi il Museo storico della Liberazione. Esso fu inaugurato il 4 giugno 1955 e istituito come ente pubblico autonomo con la legge n. 277 del 14 aprile 1957.

fonti
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_storico_della_Liberazione [ultimo accesso, 11 gennaio 2017]
  • http://www.museoliberazione.it/ [ultimo accesso, 11 gennaio 2017]
Date di esistenza 11 settembre 1943 - 4 giugno 1944
Luogo Roma
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risorse

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