| forma giuridica |
privato |
| tipologia |
ente/istituzione fascista |
| descrizione |
I Gruppi Universitari Fascisti (GUF) nacquero ufficialmente nel 1920 per riunire gli studenti universitari aderenti ai Fasci italiani di combattimento e al programma di San Sepolcro e dal 1921 al Partito Nazionale Fascista (PNF). Nel 1926 furono posti alle dipendenze dei segretari federali delle Federazioni provinciali fasciste e nel 1927, nell'ambito dell'opera di riorganizzazione dello Stato, vennero dotati di un'organizzazione centrale e posti alle dipendenze dirette del PNF. Nel 1931, infine, il segretario del PNF assunse anche la carica di segretario generale dei GUF, legando in modo ancora più stretto i giovani universitari fascisti al partito. Ai GUF potevano iscriversi su base totalmente volontaria tutti i giovani provenienti dalla Gioventù Italiana del Littorio (GIL) regolarmente iscritti ad un'università, un istituto superiore, un'accademia militare o l'Accademia Fascista della GIL. Al suo interno, ogni GUF era diviso in diverse sezioni: sezione laureati e diplomati, sezione stranieri e sezione femminile. L'esperienza dei GUF terminò nel 1943 in seguito alla caduta di Mussolini e alla nascita della RSI. I GUF si dedicavano ad attività politiche e culturali a tutto tondo per formare la futura classe dirigente, ad attività sportive e agonistiche e ad attività assistenziali rivolte alla comunità. Tra il 1932 e il 1940 la Segreteria Nazionale del PNF organizzò, in collaborazione con la Scuola di Mistica Fascista, i cosiddetti Littoriali dello Sport, a cui si aggiunsero nel 1934 i Littoriali della Cultura e dell'Arte e nel 1936 quelli del Lavoro: si trattava di competizioni a cui potevano partecipare su base provinciale i giovani iscritti ai GUF, che in caso di vittoria ottenevano premi in denaro, incarichi all'interno degli organi di partito e il diritto per il loro GUF di appartenenza di fregiarsi per quell'anno del titolo di "GUF Littoriale" e di portare una M dorata sulle divise. Lo scopo principale dei GUF era quello di fascistizzare l'ambiente universitario coinvolgendo docenti e rettori e rafforzando la fedeltà al regime tra gli studenti universitari, i quali a loro volta avevano il compito di propagandare gli ideali fascisti tra la popolazione studentesca e in particolare tra gli studenti medi. I risultati in questo senso furono ottimi; tuttavia, in alcuni casi sporadici sarebbe stata proprio questa libertà di pensiero e di riflessione a portare gli studenti iscritti ai GUF ad un'opera di ripensamento o addirittura di critica del regime stesso. |
| fonti |
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