| forma giuridica |
privato |
| tipologia |
comitato di liberazione nazionale/corpo militare della Resistenza |
| descrizione |
La nascita della 5a Brigata Garibaldi Pesaro va fatta risalire ad un piccolo gruppo di partigiani e di prigionieri jugoslavi riunitisi nella zona di Cantiano tra il novembre e il dicembre 1943. A gennaio il gruppo aveva già assunto dimensioni tali da permettere la creazione di due distaccamenti, il Picelli e il Gramsci, a cui si unirono a marzo il Fastiggi, il Pisacane, lo Stalingrado e il Gasparini. Nell'aprile 1944 la banda divenne una vera e propria brigata, la 5a Brigata Garibaldi Pesaro, inquadrata sotto la Divisione Garibaldi Marche, stanziata nell'area tra Cantiano, Apecchio e Urbino. In concomitanza con l'istituzione della brigata, i vecchi distaccamenti vennero ristrutturati: il Fastiggi, il Pisacane e il Gramsci formarono il primo battaglione al comando di Renato Vianello "Raniero", mentre il Picelli, lo Stalingrado e il Gasparini formarono il secondo battaglione al comando di Giuseppe Mari "Carlo". Nei mesi seguenti, per via dell'aumento costante di uomini si rese necessario creare un terzo battaglione, di cui facevano parte il distaccamento Matteotti, Guadalajara e anche il Gasparini, sotto il comando di Giuseppe Tomassini "Giocondo", e poi un quarto, il battaglione Stalingrado comandato da Milutin Pavlicic "Brko" e formato da partigiani jugoslavi e russi inquadrati nei diversi distaccamenti della brigata o in bande autonome. All'inizio di luglio 1944 vennero incorporate nella brigata Pesaro le bande Panichi e Tumiati, che formarono il quinto battaglione sotto la guida di Oscar Ubaldi "Veltro", mentre l'incremento di uomini all'interno del secondo battaglione portò infine alla creazione di tre nuovi battaglioni, il Giornelli, il Dini e il Montefeltro. Con la risalita alleata e lo spostamento della linea del fronte oltre Pesaro, la brigata venne disarmata e si sciolse. |
| fonti |
|