Brigata Matteotti montagna

forma giuridica

privato

tipologia

comitato di liberazione nazionale/corpo militare della Resistenza

descrizione

La Brigata Matteotti montagna era una brigata socialista attiva sull'Appennino tosco-emiliano a cavallo delle provincie di Bologna e Pistoia. Venne costituita tra l'inverno e la primavera del 1944 dall'accorpamento di alcuni gruppi armati nati spontaneamente intorno al comune di Lizzano in Belvedere. Inizialmente fu posto al comando Fernando Baroncini "Nino" ma, in seguito alla promozione ufficiale della formazione a Brigata a tutti gli effetti il 27 giugno, il comando passò ad Antonio Giuriolo "Capitan Toni", capitano del 7o reggimento alpini e già reduce dell'esperienza dei "piccoli maestri" sull'Altopiano dei sette comuni, mentre Nino divenne commissario politico. La brigata operava nell'alta valle del Reno e prese parte agli scontri per la creazione e la difesa della Repubblica di Montefiorino. Fallita l'esperienza della Repubblica Partigiana, la Brigata Matteotti montagna venne inquadrata nell'esercito alleato alle dipendenze della Fòrça Expedicionària Brasileira. La brigata era strutturata su tre gruppi, il Toni, il Buozzi e quello di Sambuca Pistoiese, che però venne smobilitato dopo l'avanzamento del fronte. Il 12 dicembre 1944 Capitan Toni venne venne ucciso nel corso di una sparatoria presso Lizzano in Belvedere, ma la brigata decise di non scegliere un nuovo comandante e di organizzare invece un comando ristretto. La brigata continuò a combattere lungo l'Appennino emiliano fino alla fine della guerra, partecipando alla liberazione di Bologna.

fonti
  • N.S. Onofri, "Brigata Matteotti Montagna Toni", in Storia e Memoria di Bologna, https://storiaememoriadibologna.it/archivio/organizzazioni/brigata-matteotti-montagna-toni [ultimo accesso 19 novembre 2025]
  • L. Bergonzini, "La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti", Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1967-1980
Date di esistenza giugno 1944 - 1945
persone collegate

Abolaffio, Vittorio
Risorse dalla Digital Library

Archivio storico: Abolaffio Vittorio
risorse

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