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| data | 1987 dic. 14 |
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Lidia Colombo nacque a Milano il 10 giugno 1910, il figlia di Angelo e Ernestina Lattes, aveva tre sorelle e quattro fratelli. Il padre aveva un negozio di tappezziere. Lidia lavorava alla Montecatini; nel 1938 fu licenziata a causa delle leggi razziali. Il 31 dicembre 1941 sposò Giuseppe Ceccatelli con rito paolino. Nel maggio 1943 il marito fu richiamato alle armi ma rientrò subito dopo l'8 settembre. I coniugi Colombo tentarono di fuggire in Svizzera da Viggiù ma furono respinti; furono accolti nella casa di riposo di Brugora di Besana Brianza. Il fratello Ezio fuggì in Svizzera, le tre sorelle nel modenese, Lidia, il fratello Tullio e le famiglie trovarono rifugio ad Erve vicino a Lecco. Tullio fu arrestato a Milano, su delazione del commesso del suo negozio, e portato al carcere di San Vittore dove morì. Il marito di Lidia, Giuseppe Ceccatelli, fu arrestato nel novembre 1943 (2) e nel febbraio del 1944 deportato nel campo di Mauthausen dove morì nel giugno dello stesso anno. Nell'autunno del 1944 i genitori di Lidia Colombo - Angelo ed Ernestina Lattes - furono arrestati. Inizialmente ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano, i coniugi Colombo furono poi trasferiti a San Vittore e da lì al campo di Bolzano(3). Lidia Colombo racconta che nel frattempo aveva trovato lavoro a Lesa, vicino a Novara, come baby sitter della figlia del commendatore Franzi. In seguito, grazie all'aiuto del cugino Raffaele Jona, riuscì ad ottenere un lasciapassare per unirsi ad una colonna militare tedesca diretta da Milano a Bolzano. Aveva con sè una lettera per il "signor Friziero" che la ospitò per due settimane; successivamente venne ospitata dai coniugi Barisetti. Nell'aprile del 1945 ricevette un biglietto dalla madre che le comunicava la morte del padre. All'arrivo degli alleati si recò a Bolzano per cercare la madre alle porte del campo. Il 6 maggio 1945 tornarono insieme a Milano. |
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| note |
(1) L'audio della cassetta originale si presenta danneggiato in alcuni punti. In fase di digitalizzazione è stato eseguito un opportuno intervento di restauro che ha portato in quei punti ad una lieve alterazione delle voci". (2) Nel racconto l'intervistata menziona Guido Basile come il delatore che provocò l'arresto di Tullio Colombo. In realtà, come emerge da altre testimonianze della stessa Lidia Colombo e da ulteriore documentazione raccolta dalla famiglia Basile, Guido fu l'avvocato che aiutò Tullio Colombo. L'avv. Salvatore Mistretta, invece, appartenente alla Legione Muti fu il delatore che fece arrestare sia Guido Basile sia Giuseppe Ceccatelli, marito di Lidia. (3) L'intervistata racconta di aver saputo in seguito che il convoglio su cui erano stati caricati i genitori era stato bombardato dagli inglesi, e che i prigionieri erano stati fatti tornare al campo di Bolzano. |